“L’ingegneria naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica che studia le modalità di utilizzo, come materiali da costruzione, di piante viventi, di parti di piante o addirittura di intere biocenosi vegetali, spesso in unione con materiali non viventi come pietrame, terra, legname, acciaio”. (Schiechtl).

I dissesti visibili sul territorio sono per lo più causati da squilibri del sistema ecologico composto da vegetazione, acque di scorrimento superficiali e sotterranee, suolo e sottosuolo. E’ dimostrato che quanto più un sistema ecologico è complesso e ricco di specie, tanto più questo sistema è resistente ad attacchi provenienti dall’esterno, utilizzando particolari tecniche di intervento che combinano elementi vegetali viventi con elementi strutturali, l’ingegneria naturalistica mira a ricreare la complessità perduta e a ridare all’ecosistema la forza sufficiente per contrastare le cause di instabilità (interventi di ripristino e recupero ambientale). Queste tecniche possono essere utilizzate anche in modo preventivo, per effettuare interventi che modificano un sistema in equilibrio senza per questo determinarne l’instabilità (interventi di inserimento e mitigazione ambientale). Il corretto utilizzo delle tecniche di ingegneria naturalistica richiede una profonda conoscenza delle caratteristiche ecologiche delle singole specie vegetali, degli apparati radicali, dell’adattabilità, delle modalità di crescita e delle dimensioni finali. E’ necessaria inoltre un’approfondita conoscenza dei materiali utilizzati, in particolare relativamente alla tecnologia del legname (difetti, durabilità, caratteristiche delle diverse specie d’origine, reperibilità ecc…). La scelta della corretta tecnica d’intervento è il presupposto principale per avere la garanzia di un buon risultato.